«Certo la crisi impone alcune riflessioni. E il Comune ha già rinunciato a qualche investimento»
Il governatore: Le aree? Si muova la Fiera
Formigoni: su Expo non siamo in ritardo
«Certo la crisi impone alcune riflessioni. E il Comune ha già rinunciato a qualche investimento»
RIMINI - La soluzione al rebus Expo si chiama Fiera. L’avviso ai naviganti arriva da Rimini e porta la firma di Roberto Formigoni. Al meeting di Cl il governatore si sente come a casa («Vengo qui dal 1980: non mi sono perso una sola edizione»), tanto che lo stand Lombardia, il cui finanziamento aveva fatto storcere non poco il naso della Lega, è stato trasformato ieri, per un paio d’ore, in un punto d’incontro tra Formigoni e i suoi fans virtuali, gli amici di Facebook. Giù dal palco, invece, parole e pensieri sono stati tutti per la cronaca e l’attualità.
E l’attualità, nei palazzi milanesi, continua a chiamarsi Expo. Meglio: il tema dell’acquisizione dei terreni su cui organizzare il 2015. «Bisogna coinvolgere di più la Fiera», ha spiegato allora ai cronisti Formigoni. Che per la prima volta ha poi «aperto» all’antica battaglia leghista: organizzare almeno una porzione dell’evento negli attuali padiglioni di Rho-Pero. «Vedremo. A settembre ci confronteremo e troveremo la soluzione migliore. Certo, c’è la crisi. E la crisi impone alcune riflessioni. Anche se non si tratta di ridimensionare». Intanto, però, «il Comune ha già rinunciato a qualche investimento».
La Fiera, appunto. Con cui, è la raccomandazione di Formigoni, ci vuole «maggiore sinergia» e a cui è giusto chiedere «un maggior coinvolgimento». L’altro giorno era stato Guido Podestà a chiamare in campo la Fiera. «Se acquistasse i terreni dall’altro privato, sarebbe tutto più semplice», aveva osservato il presidente della Provincia. «Un’ipotesi che si affianca alla terza via da me indicata», ha commentato ieri il governatore.
A Rimini, ieri, è stato anche il giorno della tregua tra i due grandi (ex?) duellanti. Formigoni e Letizia Moratti si sono presentati insieme, l’uno accanto all’altro, al dibattito sul tema, manco a dirlo, di Expo. E sono stati sorrisi e strette di mano, davanti ai flash dei fotografi. «Non siamo fuori tempo massimo e le risorse ci sono», hanno ripetuto in coro, sindaco e governatore. Anche perché a picchiare duro ci aveva pensato poco prima la Lega, con il viceministro alle infrastrutture, Roberto Castelli che dal sito Affaritaliani aveva lanciato l’ennesimo appello a una «dieta» forzata per Expo: «L’esperienza cinese insegna, i grandi eventi vanno ridimensionati. Senza però farne un dramma».
Andrea Senesi
26 agosto 2010