Expo 2015: fra dubbi e speranze, le voci di Milano

Mancano 1730 giorni all’Expo 2015. Non pochi, direte voi. Eppure a quasi cinque anni dall’inaugurazione, molto, moltissimo è già stato scritto: faldoni interi di notizie che riempono la testa dei lettori senza lasciare traccia, o quasi. Ma che idea si sono fatti i milanesi dell’esposizione universale, cosa si aspettano e che conseguenze avrà sulla loro vita?
Per scoprirlo siamo usciti dalla redazione e abbiamo avviato una micro-indagine. Enrico, 33 anni, taxista, è informato: «Il tema è il cibo, gli stand verranno allestiti alla fiera di Rho-Pero e in un’area lì accanto, ma tutta la città dovrebbe essere coinvolta. Io lo spero: con il mio lavoro, potrei guadagnare bene». Si parlerà di cibo, ma non solo: Nutrire il pianeta, energia per la vita è lo slogan prescelto per sottolineare l’impegno nei confronti di tutte la zone della terra, dal punto di vista economico e climatico. Il carnet è ricco, la questione ambientale potenzialmente infinita.

«Trovo che l’Expo sia un ottimo modo per fare soldi – Antonio, 20 anni, studente allo Ied – si parla della progettazione di un parco, di grattacieli. Il rischio che qualche male intenzionato ci metta le mani per avidità è alto». Il sospetto di Antonio pare motivato, qualche settimana fa le indagini svolte dalla Procura hanno dimostrato i primi tentativi di infiltrazioni mafiose nell’Expo. La politica si è affrettata a rimarcare gli strumenti di trasparenza messi in campo per l’occasione: commissioni ad hoc, e garanti sugli appalti. «L’esposizione internazionale è soprattutto businessGiovanna 37 anni, insegnante di storia dell’arte – da sempre ha però anche una valenza culturale: la costruzione della Tour Eiffel o il Cristal Palace di Londra sono monumenti costruiti per l’occasione. Speriamo che anche a Milano abbia il suo capolavoro».

Ermanno 50 anni, architetto, è piuttosto informato sul progetto: «Da professionista sono incuriosito da quel che leggo sulle riviste di settore, il progetto firmato da Stefano Boeri, Ricky Burdett e Jacques Herzog ha del faraonico. Lo spazio dovrebbe assomigliare ad un’isola attraversata da strade e canali. Milano in effetti è una città d’acqua, i navigli lo dimostrano. Mi piace molto l’idea di recuperare il percorso in acqua che parte dalla Darsena, vedremo se sarà fattibile». Il masterplan, presentato a maggio al Piccolo Teatro, ha stupito per complessità e ampiezza: il sito scelto per il progetto – a nord ovest della città, a metà strada fra Rho e Pero – verrà occupato dall’Expo per una superficie pari a 1,7 milioni di metri quadri. Qui troveranno spazio i padiglioni dei circa 170 paesi espositori e gli stand nazionali delle regioni italiane, oltre a Palazzo Italia, la casa-vetrina del Belpaese all’Expo.

Juan 25 anni, corriere, arriva dall’Ecuador: «Spero davvero che il padiglione del mio paese sia bello, e poi chissà che non ci siano delle possibilità di lavoro anche per me». Juan ha ragione, nelle previsioni dell’amministrazione comunale, l’Expo 2015 dovrebbe fare da volano all’occupazione: nel quinquennio a venire si dovrebbero creare 70.000 posti di lavoro, a fronte dei 29 milioni di turisti previsti nei dodici mesi dell’evento, circa 160.000 al giorno.

Antonella, 16 anni, frequenta il liceo e nel 2015 sarà una giovane adulta: «Mia madre mi ha detto che faranno dei parchi: non so se sia vero, ma me lo auguro. Milano è bella per fare shopping, ma se hai voglia di stare all’aria aperta, è un disastro». La mamma di Antonella è ben informata: l’ecologia e, più in generale, lo stato di salute del pianeta rientra fra gli obiettivi strategici del Bureau Internationale des Expositions, l’organo che gestisce la selezione dei luoghi candidati ad ospitare l’Expo. Shangai (2010) e Yeosu (2012) – località che accolgono l’esposizione prima di Milano – hanno dimostrato attenzione all’ambiente fin dalla progettazione degli stand espositivi. E gli architetti del progetto meneghino hanno sposato l’idea: per far sì che lo spazio dell’Expo resti vivo anche nel 2016 (e oltre) si è pensato di dotarlo di parchi, aree verdi e percorsi natura

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