(AGI) – Milano, 13 ago. – “Abbiamo scelto questo luogo perche’ e’ sintomatico”, ha spiegato l’ex sottosegretario alla Giustizia del governo Prodi, “e’ diventato un luogo da cui scappare o su cui spegnere le luci”. “Non si puo’ colpire un intero quartiere per la maleducazione e la responsabilita’ di pochi”, ha obiettato. A suo giudizio, “non si risolve il problema della sicurezza con la chiusura dei luoghi di aggregazione”. Anzi, lo si aggrava e il problema a Milano ormai e’ diventato quello di cercare di costruire un “rapporto solidale tra cittadini e giunta”. Cosa che lui si impegna a fare, se eletto, disseminando la citta’ di “sportelli” dedicati ai cittadini che vogliono segnalare dei problemi, punti di riferimento e “rappresentanza del sindaco” in ogni zona.
L’altra idea e’ presa a prestito dalla Spagna dove gli incentivi e i premi alle forze dell’ordine non vengono dati in base alla quantita’ di multe o arresti, ma sulla base dei risultati, della diminuzione dei reati in determinate zone. Il tema dell’ambiente e della riduzione dello smog e’ un altro punto centrale del programma che propone una estensione della zona pedonale centrale e dell’area Ecopass e il raddoppio del servizio di bike sharing (con allargamento anche alla periferia). Tra gli altri punti, l’istituzione di un registro delle coppie di fatto, e la creazione di zone con collegamento wi-fi gratuito (nei luoghi di aggregazione e nei parchi di Milano). Infine, l’Expo. “Finora e’ stata l’Expo dei doppi incarichi e stipendi – ha sostenuto – dei litigi tra Comune e Regione: siamo in fortissimo ritardo, c’e’ il rischio che l’Expo diventi la Caporetto di Milano”. A suo giudizio, per l’esposizione del 2015 occorrerebbe chiudere la polemica sull’acquisto dei terreni e “utilizzare meglio i terreni pubblici sotto-utilizzati”.
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